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Chiropratica e Pilates


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Chiropratica e Pilates

Dr. Diquigiovanni Matteo d.c. e Dott.ssa Cantelli Elisabetta

Negli ultimi anni, il termine Pilates, è diventato sinonimo di successo. Divi del cinema, modelle e cantanti affidano la cura del proprio corpo a personal trainer che attraverso il metodo Pilates scolpiscono il fisico con la precisione di un chirurgo. Ho quindi pazienti che spesso mi chiedono se il metodo Pilates è una disciplina indicata anche per loro ma come forma di esercizio per prolungare i buoni risultati ottenuti dai trattamenti, per mantenere in buona salute la propria colonna vertebrale. Ovviamente la mia risposta è si. Questa disciplina che da anni spopola anche da noi in Italia ovunque, stimola infatti la relazione tra corpo e mente, favorendo pertanto il coordinamento neuromuscolare. E’ una forma di esercizio utile a tutti coloro che sono pazienti di Chiropratica perché complementare ai trattamenti. Ovviamente l’intensità, la scelta degli esercizi e la frequenza delle sedute sono parametri da adattare alla persona e al suo problema. Il Pilates, anche se in modo meno specifico, come la Chiropratica si occupa della funzionalità della colonna vertebrale. La Chiropratica infatti con gli aggiustamenti corregge le alterazioni statico-dinamiche dell’apparato musco-scheletrico, corregge la postura, ristabilisce il normale equilibrio del corpo. Il Pilates invece agisce mediante esercizi specifici ma entrambi condividono questo principio: “Quando l’integrità strutturale dell’organismo viene ripristinata, allora esso può riprendere a funzionare al meglio delle sue possibilità”. Ho pertanto invitato la dott.ssa Cantelli insegnante del metodo Pilates ad illustrarci questa disciplina e suoi benefici.

 Un pò di storia…

Joseph Hubertus Pilates è il padre fondatore del metodo, nato a Dusseldorf nel 1880. A causa della sua natura gracile, durante l’infanzia, spinto dalla curiosità e nel tentativo di superare il suo disagio, si dedicò alla studio dell’anatomia, della fisica e della biologia. Durante la Prima Guerra Mondiale, mentre si trovava a Londra, venne imprigionato e cominciò a studiare esercizi e macchinari in grado di aiutare i soldati malati a superare le patologie legate alla ferite o alle menomazioni. Non disponendo di particolari utensili sviluppò i rudimenti dell’allenamento basandosi principalmente sul lettino d’ospedale e sulle molle delle reti, precursori degli attuali macchinari che mediante carrello scorrevole, molle d'acciaio, corde, carrucole e varie contro-leve, permettono una serie pressoché inesauribile di esercizi. Al termine della guerra tornò in Germania dove ebbe modo di sperimentare, con ballerini importanti, il suo metodo. Negli anni ebbe modo di affinare la tecnica e osservare i progressi dei suoi allievi. Il 1926 segnò la svolta professionale e umana: si trasferì negli Stati Uniti e, in viaggio, incontrò Clara, un’infermiera destinata a diventare sua moglie. Forte dell’esperienza svolta, Joseph e Clara aprirono il loro primo studio a New York dove, in breve tempo, diventarono un punto di riferimento per l’ambiente della danza. J. H. Pilates muore nel 1967 per insufficienza polmonare a seguito delle esalazioni sprigionate qualche mese prima dall’incendio del suo studio. Clara ha continuato ad insegnare e guidare lo studio fino alla sua morte avvenuta dieci anni dopo.

 

Da allora il Pilates ha avuto una diffusione ed una evoluzione notevole ma i principi cardine sono rimasti gli stessi. Introduciamo un concetto fondamentale: la Powerhouse (centrale della forza). Con questo termine si intendono tutti i muscoli connessi con il tronco: l’addominali, i glutei, l’interno coscia e quelli della zona lombare. Controllando la Powerhouse e operando sulle estremità, si riesce a creare gradualmente una massa muscolare uniforme in grado di alleviare lo sforzo a cui viene sottoposta la nostra colonna vertebrale per mantenerci in posizione eretta. Postura, bilanciamento e tono muscolare si fondono fra lo creando armonie impossibili da ottenere con le discipline sportive classiche.

« Poco movimento ben programmato ed eseguito con precisione in una sequenza bilanciata ha lo stesso valore di ore di contorsioni forzate e fatte in modo approssimativo. »

( Joseph H. Pilates.)

 

Paragonando infatti i vari metodi d’allenamento, è risultata estremamente evidente l’incredibile efficacia che il metodo Pilates ha su alcune parti del corpo e come gli esercizi hanno il pregio di allenare la muscolatura in modo globale. Si allevia così il carico di lavoro del singolo muscolo e ogni muscolo contribuisce in modo sinergico al risultato finale. In un allenamento tradizionale per esempio vengono prese in considerazione solo le fasce muscolari più grandi trascurando le altre e ciò comporta l’insorgere di ipertrofie (aumento sproporzionato della massa muscolare) localizzate che sono una potenziale causa di dolori soprattutto nella fascia dorsale e lombare. Con il metodo Pilates invece non si rinforzano solo gli addominali, ma si rinforzano anche le fasce più profonde vicino alla colonna e intorno alla pelvi: multifidi, erettori della spina, intertrasversari, rotatori, ecc tutti muscoli posturali  preposti alla stabilità e ai piccoli movimenti della colonna. Se poi l’allenamento di Pilates avviene dopo che il Chiropratico ha sbloccato per esempio la regione lombare o le articolazioni sacro-iliache, la muscolatura può essere allenata con migliori risultati.

A rendere ancora più completo questo metodo, è lo studio più approfondito della respirazione. Una respirazione scorretta, o la contrazione del perineo (o zona perineale: uno spazio anatomico delimitato in alto dalla sinfisi pubica, in basso dal coccige e lateralmente dalle due tuberosità ischiatiche) in modo non congruo, possono dare risultati opposti  a quello che ci aspettiamo Non dobbiamo dimenticare infatti che dal bacino e dal perineo nasce l’equilibrio di tutta la colonna vertebrale che poggia sull’osso sacro e parte del sistema sacro-iliaco. In passato, trattenere in fiato era una pratica comune nell’esecuzione di esercizi impegnativi e l’espulsione dell’aria era il momento culminante. Nel metodo Pilates invece ciò non accade, tutto avviene in modo naturale, senza sforzo con una respirazione di ritmo regolare. Pertanto la concentrazione su una corretta fase d’inspirazione e di espirazione si rivelano fondamentali per la corretta esecuzione dell’esercizio perché aiutano ad eseguire ogni movimento con forza ed efficienza, riducendo lo stress associato ad una respirazione non corretta. Secondo Pilates, uno dei primi ostacoli psicologici da sormontare, consiste nella difficoltà di eseguire gli esercizi per la prima volta. Per i principianti non è facile coordinare la tecnica respiratoria unitamente con il controllo delle fasce muscolari. Per questo motivo risulta fondamentale eliminare ogni distrazione.

In conclusione riportiamo i sei concetti fondamentali del metodo Pilates:

1.  La concentrazione è fondamentale nell’esecuzione degli esercizi perché se la mente è attenta si migliora e si intensifica i lavoro fisico. 

2.  Il controllo è necessario per gli stessi motivi della concentrazione. Il controllo dei movimenti durante gli esercizi evita gli errori e di conseguenza i traumi. 

3.  Il centro (Powerhouse) come abbiamo già accennato è il punto da dove partono tutti i movimenti del Pilates e fluiscono verso le estremità. Questo termine è utilizzato per indicare tutta la fascia muscolare che comprende gli addominali, i glutei, i lombari e gli obliqui. 

4.  La fluidità è importante per l’armonia del corpo e per ottenere la forza evitando i traumi. 

5.  La precisione è essenziale per avere fluidità e armonia. Ogni movimento è legato all’altro perché la coordinazione porta al beneficio finale. 

6.  Il respiro deve essere controllato per permettere l’ossigenazione capillare di tutto il nostro corpo. 

I Principi del Pilates, se conosciuti in modo corretto, si possono applicare alle diverse attività quotidiane: spingere il carrello della spesa, svolgere attività domestiche, ecc. Pertanto l’aspetto più importante del il metodo Pilates così come la Chiropratica è il promulgare e l’educare la persona a percepire il proprio corpo. Facendo questo si può cominciare prevenire potenziali problemi al sistema muscolo-scheletrico o limitare scompensi in atto, ricordando che prevenire è meglio che curare.

Dott.ssa Cantelli Elisabetta si è laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche presso l’università di Bologna nel 2006 ed è insegnante di ginnastica posturale con il metodo Pilates dal 2003. Nell’ottobre 2010 si è inoltre specializzata in dietologia e nutrizione seguendo un master presso la facoltà di medicina dell’università delle Marche. Attualmente sta approfondendo i sui studi in ambito clinico partecipando ad una scuola di omeopatia.

 Dr. Diquigiovanni Matteo si è laureato in Chiropratica presso la University of Glamorgan (UK) nel 2002. Appena laureato esercita presso la Acomb Chiropractic Clinic nella città di York (UK) per un paio di anni prima di ritornare a Bologna dove dal 2005 esercita nel suo studio. E’ membro della Associazione Italiana Chiropratici e della British Chiropractic Association.  


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