
Nel 1989 partecipando ad un convegno di medicina sportiva a Montecatini Terme, parlai dell’applicazione della Chiropratica nello sport. In quell’occasione conobbi Gian Carlo Conti, futuro massaggiatore del Livorno Calcio. Dalla fine degli anni ‘90 partì la mia collaborazione con il Livorno, che in quegli anni aveva iniziato la propria scalata verso la serie A; il mio lavoro come chiropratico sulla base delle indicazioni fornitemi dal medico della squadra mirava ad ottimizzare la riabilitazione e la prevenzione degli infortuni dei giocatori. Quando Donadoni approdò sulla panchina del Livorno, il rapporto professionale si infittì anche grazie al preparatore atletico Giovanni Andreini e crebbe soprattutto un rapporto di fiducia reciproca. Quando Roberto Donadoni mi chiamò per chiedermi di essere il sesto elemento dello staff sanitario per gli EURO 2008, la mia risposta era scontata: ne sarei stato entusiasta. Nel giorno della mia presentazione allo staff , la grandezza della situazione e la responsabilità dell’incarico mi hanno emozionato, ma mi assicurarono che sarebbe stato come entrare in una grande famiglia e così fu. Il 25 maggio 2008 sono andato a Coverciano ed é iniziato il ritiro con la squadra. I primi giorni sono trascorsi all’insegna di una reciproca conoscenza fra di noi. Alcuni giocatori hanno una lunga esperienza con la Chiropratica, mentre altri non avevano mai sperimentato la nostra disciplina. Dovevo conquistarmi la credibilità sia dello staff sanitario sia dei giocatori. Man mano che trascorreva il tempo, intervenivo sui giocatori ogni qualvolta ne avessero bisogno, a volte con grande calma, a volte appena prima di entrare in campo e talvolta anche di notte, come è capitato al rientro da una trasferta in Svizzera. Spesso avevamo dei momenti liberi, in cui non avevamo niente da fare, d’altraparte i protagonisti sono i giocatori e noi siamo a loro totale disposizione.
Insieme ai miei colleghi, che voglio puntualmente ringraziare per come mi hanno accolto, abbiamo dato disponibilità delle capacità l’un dell’altro in cerca di completare il quadro, per un pronto recupero del giocatore. Io ero l’ultimo nella scala gerarchica, d’altronde come lo è la Chiropratica in Italia a livello di disciplina sanitaria. Dobbiamo comunicare il nostro pensiero e creare alleati professionali con collaborazione integrativa piuttosto che alternativa. Ho cercato di fare questo al meglio ed è stato di grande arricchimento professionale e personale. L’interesse che gira intorno a questo sport e in particolare a questa squadra è enorme. Te ne rendi ancora più conto quando vedi che c’é più pubblico ad assistere ad un allenamento defaticante della nazionale italiana che ad una partita qualsiasi di mezza classifica della serie A svedese e più persone fuori dall’albergo alle due e mezzo di mattina al rientro dalla trasferta che a un matrimonio medio. Oltre ad i continui viaggi ed alle continue attenzioni dei media, questi ragazzi sono per lunghi periodi lontani dai loro cari, motivi che causano stress che spesso non viene valutato da chi sta fuori a guardare. Chi mi conosce bene sa quanto amo il calcio e vivere l’atmosfera delle partite, dal pullman agli spogliatoi, alle ultime parole del commissario tecnico prima della partita, le emozioni di tristezza, rabbia e gioia sono state una esperienza indimenticabile che spiega il fascino di questo sport. La tensione del debutto contro l’Olanda con la delusione totale della brutta sconfitta. L’ottimismo dopo il pareggio sudato e salvato dalla parata del rigore da Buffon. La ritrovata convinzione nei propri mezzi dopo la vittoria con la Francia e infine la batosta ai rigori con la Spagna e noi crudelmente beffati dalla sfortuna. I ragazzi sono comunque caratterialmente molto diversi: chi più estroso, chi più riservato. Hanno in comune grande personalità e serietà professionale, anche perché senza queste caratteristiche è impossibile arrivare a quei livelli. Infine sono contento della partecipazione ad una partita e un volo di rientro di mia moglie e figlie che hanno vissuto pochi giorni ai margini di questa Grande Famiglia, ma hanno provato, anche se per poco tempo, l’intensità di questo ambiente.
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Ultimo Aggiornamento del sito
08 Febbraio 2011